Sclerosi multipla e microbiota intestinale, un legame sempre più stretto

Studi recenti hanno messo in evidenza come la flora batterica intestinale regoli non solo i processi metabolici legati alla digestione e alla sintesi di vitamine, ma anche il corretto sviluppo e funzionamento di diversi organi e apparati, tra cui il sistema immunitario e il sistema nervoso. Approfonditi studi, effettuati principalmente su modelli pre-clinici animali ma anche su pazienti affetti da malattie autoimmuni come la Sclerosi Multipla (SM), hanno suggerito che l’alterazione della flora batterica intestinale possa determinare l’insorgenza di tali malattie. Studi internazionali indipendenti, effettuati in diverse aree geografiche e su diverse etnie, hanno tutti confermato alterazioni della flora batterica intestinale in pazienti con SM rispetto a controlli sani. Esperimenti in modelli animali hanno parzialmente fatto luce sui meccanismi attraverso cui la flora batterica intestinale modula la SM, ma non si é ancora arrivati ad una teoria esauriente e molte domande rimangono aperte. Partendo da queste evidenze, nel nostro centro è nata negli anni scorsi una stretta collaborazione tra il gruppo di ricerca diretto dalla Dr.ssa Marika Falcone della Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive (DITID) e il team di neurologi coordinato dal Dr. Vittorio Martinelli, allo scopo di determinare se vi siano alterazioni dell’ambiente intestinale in pazienti affetti da SM in forma recidivante-remittente (RR-SM). I risultati della prima fase dello studio sono stati pubblicati nel 2017 sulla prestigiosa rivista scientifica Science Advances (Cosorich I, Dalla-Costa G, et al., High frequency of intestinal T(H)17 cells correlates with microbiota alterations and disease activity in multiple sclerosis. Sci Adv. 2017). Questo studio é stato possibile solo grazie alla generosa collaborazione di pazienti affetti da RR-SM e controlli sani, che si sottoponevano ad una gastroscopia per motivi clinici diversi e hanno acconsentito a donare, per fini di ricerca, piccoli campioni di tessuto intestinale. Tale donazione non ha avuto in nessun caso effetti negativi sulla salute dei pazienti e controlli (circa 60 individui in totale) visto che il prelievo di piccoli frammenti di tessuto intestinale è una procedura che si effettua frequentemente a scopi diagnostici. Lo studio sui suddetti campioni ha messo in evidenza come i pazienti affetti da RR-SM rispetto a controlli sani abbiamo una quantità nettamente maggiore, a livello della mucosa intestinale, di una sottopopolazione linfocitaria denominata T helper 17 (Th17), che è stata associata ad induzione di SM in pazienti e modelli animali. Il dato più innovativo di questo studio é stato che la percentuale di linfociti Th17 correlava con l’attività di malattia (dal punto di vista clinico e di risonanza magnetica) e con alterazioni specifiche della flora batterica intestinale. La scoperta ha avuto un forte risalto mediatico a livello nazionale ed internazionale ed ha attirato l’attenzione della National Multiple Sclerosis Society (NMSS), un’associazione americana di pazienti con sclerosi multipla che raccoglie fondi e li distribuisce a livello internazionale, sulla base della qualità dei progetti proposti, che ad Aprile 2019 ha deciso di finanziare l’équipe Falcone-Martinelli per poter continuare lo studio. In particolare, il progetto finanziato dalla NMSS si prefigge di chiarire i meccanismi cellulari e molecolari coinvolti nell’interazione tra la flora batterica intestinale e il sistema immunitario e si avvalerà di metodologie e tecniche scientifiche all’avanguardia. Al fine di proseguire lo studio avremo bisogno di ulteriori frammenti di tessuto intestinale raccolti durante una gastroscopia o una colonscopia e saremo grati a tutti i pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente ma anche individui sani, che hanno in programma di eseguire tali esami per motivi diversi (per esempio una presunta gastrite, reflusso gastro-esofageo, programma prevenzione per il tumore del colon, etc.) e vorranno donarci un frammento di tessuto intestinale rendendo così possibile il nostro studio. Se siete interessati potete contattare il Dr. Federico Montini, la Dr.ssa Gloria Dalla Costa o la Dr.ssa Jessica Perego, che vi chiederanno di effettuare l’esame (senza ulteriori costi) presso il nostro Ospedale, così da consentirci la raccolta del campione presso la Divisone di Gastroenterologia diretta dal Prof. Pieralberto Testoni. In sede d’esame vi sarà chiesto di fornirci, previa firma di un consenso informato, campioni di tessuto intestinale e una piccola quantità di sangue (poco di più rispetto a quanto é già previsto dall’esame stesso). Vi ricordiamo che queste procedure sono prive di rischio per voi e durano pochi minuti. Un piccolo contributo, per un grande progetto di ricerca!

Dr.ssa Jessica Perego
Ricercatrice lab. Falcone, DITID

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