NUOVA TERAPIA (MASITINIB) PER LE FORME PROGRESSIVE DI SCLEROSI MULTIPLA IN ASSENZA DI RICADUTE E NUOVE LESIONI ALLA RISONANZA MAGNETICA

NUOVA TERAPIA (MASITINIB) PER LE FORME PROGRESSIVE DI SCLEROSI MULTIPLA IN ASSENZA DI RICADUTE E NUOVE LESIONI ALLA RISONANZA MAGNETICA

Negli ultimi vent’anni il trattamento della sclerosi multipla (SM) è notevolmente cambiato, tuttavia la ricerca continua al fine di individuare nuovi farmaci più efficaci di quelli attuali e con scarsi effetti collaterali, in modo tale da migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da questa patologia.

La maggior parte dei farmaci per la SM è efficace nelle forme recidivanti – remittenti o nelle forme secondariamente progressive in fase attiva di malattia (ricadute e/o nuove lesioni alla risonanza magnetica). Nessuno studio sinora si è dimostrato efficace nelle forme progressive in assenza di attività di malattia. Il fallimento delle terapie nelle forme senza attività di malattia supporta la crescente ipotesi che alla base di questo tipo di decorso vi siano meccanismi patogenetici fondamentalmente diversi rispetto alle forme recidivanti remittenti, in parte caratterizzati dall’attività del sistema immunitario adattativo e in parte dall’ attività del sistema immunitario innato. L’immunità adattativa è il sistema con cui l’organismo si difende in modo mirato e specifico dalla presenza di agenti estranei. Spesso i meccanismi dell’immunità specifica o adattativa si sovrappongono a quelli dell’immunità aspecifica, immunità che è presente fin dalla nascita, al fine di potenziare la risposta immunitaria.

Lo scarso successo di farmaci sinora studiati nelle forme progressive sottolinea la necessità di terapie innovative con lo scopo di mirare meglio il sistema immunitario innato e che siano in grado di agire nel sistema nervoso centrale in modo tale da bloccare i meccanismi che determinano la progressione della malattia e di conseguenza l’accumulo di disabilità nelle forme progressive in assenza di nuove lesioni.

Attualmente è stata approvata una sperimentazione con un nuovo farmaco che si chiama Masitinib e che agisce sulle cellule della microglia e sugli astrociti, cioè cellule che hanno un ruolo importante sulla fase progressiva della SM.  Questo studio di fase 3, prospettico, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, della durata di 96 settimane vuole confrontare l’efficacia e la sicurezza della dose di Masitinib a 4,5 mg/kg/die rispetto al placebo nelle forme progressive in assenza di attività di malattia.

L’azione di questo farmaco è infatti quella di inibire la proliferazione e l’attivazione della microglia, un tipo di cellule che si occupano della principale difesa immunitaria nel sistema nervoso centrale. Il farmaco ha inoltre la capacità di bloccare la degranulazione dei mastociti, cellule che rilasciano sostanze chimiche come le citochine che stimolano il processo infiammatorio determinando patologie autoimmuni come la SM.

Masitinib appartiene ad una classe di farmaci chiamati inibitori delle tirosin-chinasi che bloccano i processi biochimici coinvolti nel processo infiammatorio e le risposte immunitarie. Ciò determina una risposta immunitaria ridotta e anche una diminuzione dei fenomeni infiammatori.

Gli studi, con un limitato numero di pazienti, sinora condotti con SM in fase di progressione hanno evidenziato che coloro che assumevano Masitinib rispetto a coloro che assumevano placebo presentavano un miglioramento sia nella capacità di camminare e di coordinare gli arti superiori evidenziato mediante il punteggio della scala “MSFC” (Multiple Sclerosis Functional Composite), che viene compilata dopo una valutazione neurologica, una valutazione con un test di destrezza per gli arti superiori (Nine Holen Test), un test del cammino ed un test per le funzioni cognitive come l’apprendimento, l’attenzione e abilità esecutive.

Sinora gli effetti più comuni osservati con l’assunzione di Masitinib, in un gruppo di pazienti, sono: astenia, eruzioni cutanee, nausea, diarrea, ritenzione di liquidi, sintomi comunque rari.

Sulla base dei dati derivati da studi con un numero limitato di pazienti è stato disegnato lo studio sopracitato di Fase III al fine di valutare la sicurezza e l’efficacia di Masitinib verso placebo in pazienti con SM primariamente e secondariamente progressiva senza ricadute né nuove lesioni alla risonanza magnetica. Tale studio – che è stato approvato – non è ancora in corso, ed il nostro Centro sarà coinvolto in questa ricerca.

I pazienti che potranno partecipare allo studio sono pazienti con:

  • Diagnosi di sclerosi multipla primariamente e secondariamente progressiva senza recidiva.
  • Pazienti con sclerosi multipla primariamente e secondariamente progressiva con insorgenza dei sintomi almeno cinque anni prima dell’inizio dello studio e senza recidive almeno due anni prima dello screening.
  • Pazienti con punteggio EDSS (scala che ha lo scopo di valutare il livello di disabilità nelle persone affette da SM) compreso tra 3.0 e 6.0.
  • Assenza di nuove lesioni cerebrali o lesioni che assumono il mezzo di contrasto alla risonanza magnetica.

L’obiettivo principale dello studio è valutare se il trattamento con Masitinib mostrerà un ritardo significativo nella progressione della malattia rispetto al placebo.

La ricerca è la strategia fondamentale per individuare le terapie che rallentano la SM; pertanto, il nostro obiettivo è quello di proseguire in tal senso per ottenere trattamenti sempre più efficaci in tutti i decorsi di questa patologia.

Dr.ssa Mariaemma Rodegher

Neurologa

Casa di Cura Igea S.p.A.

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