PROGETTO CLAIMS: NUOVE TECNOLOGIE PER COMPRENDERE E MONITORARE LA SCLEROSI MULTIPLA

Il decorso della Sclerosi Multipla varia molto e risente, sul piano biologico, di due processi patologici principali che procedono con diversa intensità in tutte le persone con sclerosi multipla (SM).

Da un lato vi è l’infiammazione correlata alle ricadute cliniche (“relapses”), tipica dei primi anni di malattia, determinata da eventi infiammatori demielinizzanti in diverse aree del sistema nervoso centrale. Gli effetti clinici dipendono dal sistema coinvolto (ad esempio una neurite ottica se interessa il nervo ottico, un disturbo motorio se coinvolge una via motoria o un disturbo dell’equilibrio se è interessato il cervelletto). Questo tipo di infiammazione determina una disabilità spesso reversibile, ma non sempre con completa guarigione, per diversi motivi: minore efficienza dei meccanismi riparativi, coinvolgimento di aree già colpite, ridotta risposta ai trattamenti o diminuzione della riserva funzionale. Per questi motivi, le ricadute possono contribuire a un progressivo accumulo di disabilità nel tempo.

Dall’altro lato, si può osservare una progressione subdola e graduale dei sintomi, che evolve nel corso di anni o decenni, senza un chiaro esordio temporale. Questa è correlata a fenomeni di infiammazione diffusa nel sistema nervoso centrale (“compartimentalizzata”) e a processi neurodegenerativi. Tale evoluzione (“smouldering disease”) si manifesta con sintomi spesso più difficili da rilevare all’esame neurologico, perché legati a una dimensione più soggettiva, variabile e difficilmente quantificabile. Tra questi: ridotta resistenza all’esercizio fisico, diminuzione dei chilometri percorsi a piedi, impossibilità a correre, aumento della fatica, disturbi di concentrazione e altri sintomi cognitivi, oppure un peggioramento graduale di deficit motori preesistenti o della rigidità.

La combinazione di questi due fenomeni determina il livello di disabilità di ogni persona con Sclerosi Multipla. La variabilità clinica è tale che ogni individuo presenta un decorso specifico, con proprie fragilità e punti di forza: la malattia può quindi essere considerata “personale” e richiede un inquadramento clinico il più possibile individualizzato.

Nella pratica clinica, questo inquadramento avviene attraverso la visita neurologica, che consente di valutare i diversi sistemi funzionali (forza, sensibilità, coordinazione, ecc.) e di ottenere un parametro utile per esprimere il livello di disabilità: il punteggio EDSS (Expanded Disability Status Scale). Questa scala, pur essendo riconosciuta a livello internazionale, presenta alcuni limiti, in quanto non riesce a rappresentare adeguatamente tutta la componente di malattia legata alla progressione ed è fortemente influenzata dall’autonomia nella deambulazione, oltre che dalla soggettività del medico valutatore.

Un ruolo fondamentale nel monitoraggio della malattia è svolto dalla risonanza magnetica (RM) cerebrale e del midollo spinale. Tuttavia, anche questo esame presenta alcune criticità: l’interpretazione da parte del neuroradiologo è prevalentemente qualitativa e spesso approssimativa nel confronto con esami precedenti. Inoltre, per limiti legati sia alla capacità di risoluzione visiva sia al tempo disponibile per la refertazione, non vengono generalmente fornite informazioni dettagliate su variazioni di numero, dimensioni o volume delle lesioni, né sui cambiamenti nei rapporti tra sostanza bianca e grigia, elementi che possono correlare con la progressione della malattia.

Alla luce della necessità di strumenti più precisi per misurare il decorso della SM, nasce il progetto CLAIMS, con l’obiettivo di colmare alcune di queste lacune. Il progetto si avvale di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per migliorare il monitoraggio e, di conseguenza, la presa in carico delle persone con SM.

Elemento centrale dello studio è l’analisi quantitativa delle immagini di RM, elaborate tramite software dedicati (iCobrain), che restituiscono informazioni misurabili sulle alterazioni presenti, consentendo anche il confronto con esami precedenti. Questo permette di valutare con maggiore precisione eventuali variazioni nel numero e nelle dimensioni delle lesioni, nel volume totale di tessuto danneggiato e in altri parametri rilevanti.

Queste informazioni possono contribuire a evidenziare il reale substrato patologico della malattia, aiutando a comprenderne meglio il decorso biologico (attività infiammatoria e degenerativa) e a orientare una più adeguata personalizzazione della terapia. Oggi, infatti, sono disponibili farmaci con effetti non solo sulle ricadute, ma anche sulla progressione, oltre a trattamenti emergenti con potenziale azione neuroprotettiva e remielinizzante.

Sempre nell’ottica di migliorare la valutazione della malattia, il progetto CLAIMS integra anche strumenti neurofisiologici, come la tomografia a coerenza ottica (OCT), che consente una valutazione indiretta dei processi neurodegenerativi. A questi si affiancano valutazioni cliniche standard (esame neurologico, test cognitivi e motori) e misure che tengono conto della dimensione soggettiva della malattia (patient related outcomes, PROs), raccolte tramite l’applicazione iCompanion.

In questo contesto, la gestione della Sclerosi Multipla si configura come una sfida complessa e multidimensionale, che richiede non solo interventi terapeutici mirati, ma anche un coinvolgimento attivo del paziente nel proprio percorso di cura. L’aderenza alle terapie e ai programmi di monitoraggio (compliance) rappresenta infatti un elemento fondamentale per l’efficacia del trattamento e per la qualità della vita.

Negli ultimi anni si è assistito a un’evoluzione da un modello di adesione passiva a uno più partecipativo, in cui il paziente diventa protagonista attivo della propria salute. Tuttavia, nella Sclerosi Multipla, la variabilità dei sintomi e l’incertezza della progressione possono compromettere il senso di autoefficacia, generando difficoltà nella gestione quotidiana della malattia.

In questo scenario, strumenti digitali come iCompanion rappresentano un valido supporto. L’app consente un monitoraggio continuo della sintomatologia attraverso la raccolta di dati in tempo reale, offrendo una visione più completa e dinamica dell’andamento della malattia.

Il suo utilizzo favorisce il coinvolgimento attivo del paziente, migliora la consapevolezza e rafforza la fiducia nella gestione della propria condizione, con effetti positivi sull’aderenza terapeutica. Inoltre, permette di individuare precocemente eventuali segnali di disagio psicologico o sociale, facilitando interventi tempestivi e personalizzati.

Lo studio CLAIMS rappresenta quindi un esempio concreto di integrazione tra innovazione tecnologica e pratica clinica, orientato verso un modello di medicina sempre più personalizzata e partecipativa, con benefici rilevanti in termini di esiti clinici e qualità della vita.

 

Dr. Luca Chiveri

Neurologo

Dott.ssa Di Napoli Angelica

Ricercatrice

Dipartimento di Scienze Neuroriabilitative Casa di Cura Igea

 

 

 

 

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