Pillole di Psicologia #7

La RESILIENZA e i campanelli d’allarme

Il termine Resilienza significa letteralmente capacità di resistere alla rottura per sollecitazione dinamica, possibilità di piegarsi, di essere flessibile e deriva dall’area metallurgica e siderurgica con riferimento alle proprietà dei metalli o di altri materiali. Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, corrisponde all’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. In psicologia descrive la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà, ecc.

Quindi in relazione al nostro vivere possiamo considerare la resilienza come la capacità di:

  • affrontare in maniera efficace le sfide della vita mettendo in atto capacità di adattamento.
  • mantenere una buona salute fisica e mentale, una buona capacità funzionale e buone competenze sociali, nonostante gli eventi stressanti.
  • riprendersi rapidamente dagli eventi avversi.

Essere resilienti ci permette di rialzarci in maniera più veloce ed efficace ogni qual volta avremo a che fare con le avversità e gli imprevisti della vita.

La cosa importante da sapere è che la resilienza, come altre competenze (memoria, intonazione, forza fisica etc.) può essere allenata attraverso una costante ed assidua pratica quotidiana.

Possiamo considerare la resilienza come la versione psicologica del nostro sistema immunitario. Se conosci i campanelli d’allarme di una bassa resilienza, puoi fare qualcosa per rinforzare i tuoi fattori protettivi e ridurre la probabilità che le cose peggiorino, come avviene quando cominci a sentire che sta per arrivare un raffreddore e cominci a correre ai ripari.

Primo passo, quindi, che possiamo fare in questa direzione è quello di fare attenzione ai campanelli d’allarme che ci indicano un abbassamento del nostro livello di resilienza in modo da poter dedicarci alla ricarica.

Prova a pensare ai tuoi campanelli d’allarme di una bassa resilienza, ad esempio:

1) “mi accorgo di essere stato sgarbato, senza motivo, con la/il mia/o compagna/o ” – forse non ho fatto caso a qualcosa che mi sta preoccupando e me la sono presa con lei/lui;

2) “mi accorgo che mentre sto parlando con un mio collega ma la mia testa è altrove, non lo sto ascoltando” – sono distolto da altri pensieri;

3) “faccio tutto di fretta e non partecipo alle azioni con il rischio di non accorgermi e non ricordare dettagli importanti” – sono in ansia oppure poco presente nel qui ed ora; 

4) “faccio tutto in maniera routinaria, senza dare importanza ai pensieri, alle emozioni ed alle azioni” – ho perso entusiasmo e piacere nelle attività.

Questi sono solamente degli esempi per aiutarti a trovare i tuoi campanelli d’allarme. E’ normale che succedano queste situazioni ma se riesci ad esserne consapevole potrai fermarti per una necessaria ricarica, come quando hai sete e ti serve reidratarti per stare meglio.

Prova a segnarti su un quaderno i tuoi esempi di “campanelli d’allarme” in modo da divenirne maggiormente consapevole; avremo modo poi, nel corso delle prossime pillole, di vedere quali possono essere le migliori modalità per ricaricarsi e per promuovere la resilienza. 

Film consigliati:

Quel giorno d’estate” Mikhaël Hers 2019
“Alla ricerca di Nemo” Walt Disney Pictures 2003

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